Gita nei dintorni di Tamerza

Per il secondo giorno di questo viaggio, il 28 dicembre del 2009, era prevista una gita con un treno storico che apparteneva ai bey, gli antichi re di Tunisia. Ma la gita non si è fatta perché l'alluvione del settembre del 2009 ha compromesso la linea ferroviaria e ha provocato 30 vittime umane nella zona. Le rotaie dovevano essere riparate e messe in funzione prima del nostro arrivo, ma anche i tunisini non sempre sono efficienti. Comunque l'agenzia ci ha comunicato il problema prima di partire e si è fatta un'escursione con i fuoristrada nelle vicine oasi di montagna.

A pochi chilometri dal nostro albergo si trova l'oasi Mides, estesa sul bordo di uno splendido canyon dove l'acqua con la sua immensa potenza nei secoli ha eroso profondamente la roccia calcarea. All'interno della profonda fessura nel terreno alcune palme hanno trovato un pezzettino di terra fertile dove crescere e rendere ulteriormente bello il già bellissimo panorama. Una piccola passeggiata nell'oasi per vedere da vicino le palme con i famosi datteri tunisini, apprezzati in tutto il mondo. C'è stato anche il nostro primo incontro con la rosa del deserto, una formazione minerale che si forma nell'interfaccia tra l'acqua e la sabbia stessa.

La destinazione successiva erano le cascate nel pieno deserto, una meraviglia della creazione. Vista la presenza dei numerosi turisti che visitano il posto, non poteva mancare un grande mercatino dei prodotti artigianali locali; tappeti, ceramiche, prodotti in pelle di cammello e anche un piccolo bar dove rinfrescarsi, ma niente birra: siamo in un Paese musulmano e gli alcolici si servono soltanto negli alberghi per i turisti.

Abbiamo terminato la mattinata visitando l'oasi Chebika nella quale è stato sistemato un piccolo percorso per i turisti, tra le rocce, alcune palme e una bella sorgente di acqua che si trasforma in un piccolo ruscello. Avevamo a disposizione anche una guida locale che parlava italiano. Ci ha detto che in questa oasi sono state girate alcune scene del film "Il paziente inglese".

Per pranzo siamo rientrati nell'albergo. Nel pomeriggio la maggioranza del gruppo ha voluto provare gli altri servizi che offriva la spa, mentre alcuni hanno deciso di fare una passeggiata nel paese. Come avete già capito, questi due giorni il gruppo si ha dedicato molto alla spa. Ma cosa vuol dire la parola stessa, cioè spa? Tradotto in italiano è un centro benessere, ma il nome viene dal latino: è l'acronimo di Salus Per Aquam, cioè salute tramite l'acqua e nella città termale Spa che si trova in Belgio, famosa anche per l'omonimo gran premio di Formula 1, è stato inventato il trattamento del corpo con le acque.

La cena si è svolta in una tenda berbera, sotto l'albergo. Ci si puntava sull'autenticità dell'ambiente, la vista sul cielo del deserto e il suono del flauto che accompagnava la serata ma, vista la posizione, accanto all'albergo e le due stufe a gas (faceva freddo, e come), tutto sommato era soltanto un'attrazione per i turisti. La cena era ricca, con tante portate e la sorpresa era la carne di cinghiale, proveniente da un allevamento, che normalmente non si mangia nei Paesi musulmani (è sempre carne proibita).

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